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Gestione quotidiana

Insegnare il richiamo senza urlare

In breveIl richiamo funziona quando tornare dal proprietario conviene sempre al cane. Si sceglie una parola sola, si allena in casa con premi di alto valore e si porta fuori gradualmente con la lunghina. Con un piano di quattro settimane e pochi minuti al giorno la maggior parte dei cani migliora molto.
Davide Bergamaschi cammina nella neve con un labrador alla lunghina durante un esercizio di richiamo
La lunghina: libertà per il cane, sicurezza per te

"In casa viene sempre, al parco non mi sente nemmeno." È la frase che sento più spesso. Il cane non è sordo: semplicemente al parco c'è qualcosa di più interessante di noi, e spesso ha imparato che tornare significa guinzaglio e fine del divertimento. Il richiamo si ricostruisce partendo da qui.

Prima di cominciare: tre regole

Una parola sola, sempre la stessa, usata solo per il richiamo: "qui", "vieni", un fischio. Il nome del cane non va bene, perché lo usiamo cento volte al giorno per tutto. Ogni ritorno viene premiato con qualcosa che il cane ama davvero. E non si chiama mai il cane per qualcosa di spiacevole, come il bagno o le gocce nelle orecchie: in quei casi lo si va a prendere.

Il piano in quattro settimane

SettimanaDoveCosa fai
1Casa"Carichi" la parola: la dici e dai subito un premio speciale, anche se il cane è già vicino. Poi la usi quando è a due-tre metri, distratto.
2Casa e giardinoLo chiami da un'altra stanza, poi in giardino. Gioco del "rimbalzo" con un familiare: vi chiamate il cane a turno.
3Fuori, con lunghinaLunghina di 5-10 metri attaccata alla pettorina, luoghi tranquilli. Richiami "a vuoto": chiami, premi, lo lasci tornare a esplorare.
4Fuori, più distrazioniStesso lavoro con altri cani o persone a distanza. Lasci cadere la lunghina, ma resta attaccata, solo quando risponde con sicurezza.

Bastano cinque minuti al giorno, divisi in due o tre momenti. Il ritmo lo dà il cane: se in una fase sbaglia spesso, si torna a quella precedente per qualche giorno. Non c'è niente di male.

Il premio giusto

Per il richiamo serve il premio più alto della scala. Per un cane può essere un pezzetto di carne cotta, per un altro la pallina che esce solo in quel momento. Io uso spesso dadini di MAXiDOG Pura Salsiccia di manzo di REICO, tagliati piccolissimi: hanno un profumo fortissimo e si contano facilmente nella razione. Per gli esercizi facili bastano le normali crocchette. Come evitare che tutti questi premi facciano ingrassare il cane l'ho spiegato in premiare senza ingrassare.

Gli errori che rovinano un buon richiamo

Ripetere la parola dieci volte mentre il cane non arriva: impara che la parola si può ignorare. Sgridarlo quando finalmente torna dopo cinque minuti: impara che tornare è pericoloso. Chiamarlo solo per andare via dal parco: impara che il richiamo è la fine del divertimento. Inseguirlo: per lui diventa un gioco bellissimo. Se ti riconosci in uno di questi, non sei il solo. Si corregge.

Il richiamo d'emergenza

Vale la pena allenarne un secondo, con una parola diversa che userai raramente, sempre seguita da una piccola festa: tanti premi speciali uno dopo l'altro. È la parola da usare quando il cane sta per attraversare la strada o inseguire una lepre. Proprio perché la usi poco e la premi tanto, mantiene tutta la sua forza.

E se il cane è un levriero, un nordico o un cane da caccia?

Si allena lo stesso, e spesso bene. Però bisogna essere onesti sulle motivazioni della razza: un segugio sulla pista di un capriolo ha un istinto potentissimo. Con questi cani la lunghina resta una compagna di passeggiata più a lungo, e i luoghi dove lasciarli liberi vanno scelti con attenzione.

Quando chiedere aiuto

Se dopo qualche settimana di lavoro il cane continua a scappare, o se fugge per paura, conviene una lezione dal vivo: spesso basta vedere come si muove il proprietario per trovare il dettaglio che non funziona. Lavoro in presenza tra Lago Maggiore e Milano: puoi richiedere una lezione. Se sei più lontano, possiamo impostare il piano con una consulenza online.

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